05 Ottobre 2026

Esplorare l’agricoltura sociale in Slovenia: imparare dalla Toscana per creare nuovi percorsi di inserimento lavorativo

A cura del Servizio per l’impiego della Slovenia. Revisionato per il blog da Impact Hub Network.

La regione Litorale-Carso dispone di aziende agricole, organizzazioni locali e servizi che potrebbero contribuire a creare percorsi di inserimento lavorativo per le persone che incontrano ostacoli nell’accesso al mercato del lavoro. Che cosa servirebbe per collegare queste risorse attraverso l’agricoltura sociale?

Il 15 settembre 2026, il Servizio per l’impiego della Slovenia (ESS) ha riunito 40 partecipanti presso Vinakoper, a Capodistria, per approfondire questa domanda. Organizzato nell’ambito del progetto europeo UPFARM, l’evento ha esaminato come gli insegnamenti dell’esperienza toscana possano contribuire a definire un approccio adatto alla regione.

Dal confronto sono emerse promettenti opportunità locali, insieme a sfide concrete. I partecipanti hanno sottolineato che i percorsi di inserimento lavorativo devono rispondere alle esigenze individuali, che le aziende agricole hanno bisogno del sostegno di altri servizi e che, prima di sperimentare le attività, è necessario definire chiaramente le responsabilità dei partner.

Imparare dalla Toscana

UPFARM esplora l’agricoltura sociale come percorso verso l’occupazione per le persone disoccupate di lunga durata. Integra ambienti di lavoro agricolo con apprendimento e sostegno personalizzato, aiutando le persone a sviluppare competenze e ad avvicinarsi al lavoro e a una maggiore autonomia.

In Toscana, l’approccio in fase di sviluppo e sperimentazione combina reti locali di aziende agricole con un sostegno multidisciplinare. Queste reti contribuiscono a creare opportunità occupazionali, mentre i professionisti collaborano per individuare gli ambienti più adatti alle persone e accompagnarne la partecipazione.

Per ESS, il compito è comprendere quali elementi potrebbero funzionare in Slovenia e quali richiederebbero modifiche. L’evento regionale «Dalla cooperazione all’occupazione: l’agricoltura sociale come opportunità per la regione» ha presentato l’esperienza toscana, invitando poi i partecipanti a esplorare le esigenze e le possibilità locali attraverso un World Café.

Individuare le opportunità adatte alla persona

Uno degli elementi emersi con maggiore chiarezza è che l’agricoltura sociale dovrebbe partire dalla persona.

I partecipanti hanno individuato diversi gruppi che potrebbero beneficiarne, tra cui persone disoccupate di lunga durata, giovani, migranti e persone che rientrano nel mercato del lavoro dopo un’assenza prolungata. Hanno inoltre considerato le persone che affrontano ostacoli legati alla salute o a condizioni sociali o personali.

Tuttavia, l’appartenenza a un determinato gruppo non basta a stabilire se un’opportunità sia adatta. L’abbinamento deve tenere conto delle capacità, degli interessi e della motivazione della persona, insieme al sostegno di cui ha bisogno.

Per i servizi per l’impiego, questo significa conoscere sia la persona sia l’ambiente di lavoro. Un’attività disponibile deve offrire un percorso realistico verso l’occupazione, con condizioni che consentano alla persona di partecipare e progredire.

I partecipanti hanno indicato l’affiancamento, la formazione e il sostegno professionale e psicosociale come requisiti importanti. Anche la stabilità, la sicurezza e l’accoglienza nell’ambiente di lavoro sono fondamentali.

Non ci si può aspettare che le aziende agricole e le altre organizzazioni ospitanti forniscano da sole tutto questo sostegno. La collaborazione con i servizi per l’impiego, sociali e sanitari è quindi centrale per sviluppare un approccio capace di rispondere alle esigenze individuali.

Valorizzare le opportunità della regione

Il World Café ha individuato una serie di attività agricole esistenti che potrebbero offrire un punto di partenza, tra cui agriturismi, olivicoltura, viticoltura, coltivazione di erbe aromatiche e ortaggi, apicoltura e frutticoltura.

I partecipanti hanno discusso anche di pesca, produzione di sale, cura del verde, ospitalità, turismo e attività di riuso come possibili opportunità all’interno di un più ampio approccio locale all’inclusione. Saranno necessari ulteriori approfondimenti per stabilire come queste attività possano collegarsi all’agricoltura sociale e ai percorsi di inserimento lavorativo.

Dal confronto è emerso che la regione potrebbe valorizzare organizzazioni, ambienti di lavoro e partenariati già esistenti. Il prossimo compito sarà individuare le realtà in cui siano presenti sia l’interesse a collaborare sia la capacità di sostenere la partecipazione.

Questo dà al percorso regionale un orientamento concreto: valutare quali opportunità esistenti possano offrire ambienti di lavoro adeguati e quale sostegno sia necessario per renderlo possibile.

Chiarire le responsabilità e affrontare gli ostacoli

I partecipanti hanno riconosciuto che la collaborazione richiede una struttura operativa chiara.

Prima di sperimentare un approccio, i partner dovrebbero stabilire chi individua e prepara i partecipanti, chi mette a disposizione l’ambiente di lavoro e chi fornisce affiancamento e sostegno professionale. Sarebbe inoltre necessario affrontare gli aspetti legati al coordinamento e al finanziamento nel lungo periodo.

Tra i potenziali partner figurano aziende agricole e altri datori di lavoro, comuni, servizi per l’impiego e servizi sociali, istituzioni educative, ONG e organizzazioni di sviluppo locale.

Le discussioni hanno individuato ostacoli che potrebbero incidere sull’attuazione, tra cui la carenza di personale specializzato, le difficoltà amministrative e le risorse finanziarie limitate. I partecipanti hanno inoltre evidenziato la necessità di una migliore informazione, di forme di partecipazione più flessibili e di un inquadramento giuridico e organizzativo più chiaro per l’agricoltura sociale.

Il lavoro successivo dovrà esaminare quali requisiti possano essere soddisfatti attraverso programmi e servizi esistenti e dove siano necessari adattamenti.

Verso la sperimentazione sul campo

L’evento ha fornito un primo quadro delle opportunità regionali e delle condizioni necessarie per svilupparle.

I partecipanti hanno proposto ulteriori incontri tra i partner interessati, un’analisi più approfondita delle esigenze regionali e l’individuazione di aziende agricole e organizzazioni disponibili a collaborare. Hanno inoltre suggerito di esplorare attività concrete attorno alle quali sviluppare un approccio all’inclusione.

Una sperimentazione pilota su piccola scala è stata indicata come possibile passo successivo. Potrebbe coinvolgere un ambiente di lavoro specifico e un gruppo selezionato di partecipanti, con un affiancamento adeguato e il supporto di servizi professionali. Rimane una proposta da approfondire.

Attraverso UPFARM, ESS continuerà a mettere in relazione gli attori coinvolti, esaminare le esigenze regionali e apprendere dalle esperienze europee. La fase successiva consisterà nel valutare dove vi siano interesse e sostegno locali sufficienti per sviluppare un approccio realizzabile e quali condizioni debbano essere presenti prima di avviare la sperimentazione.

Informazioni sull’evento

«Dalla cooperazione all’occupazione: l’agricoltura sociale come opportunità per la regione» è stato organizzato dal Servizio per l’impiego della Slovenia (ESS/ZRSZ) il 15 settembre 2026 presso Vinakoper, a Capodistria, nell’ambito del progetto europeo UPFARM e in collaborazione con i progetti Učne delavnice+ e Sodelovanje institucij. Učne delavnice+ e Sodelovanje institucij projects.

L’evento ha riunito 40 partecipanti, portando prospettive dai settori dell’occupazione, dell’agricoltura, dell’inclusione sociale, dello sviluppo locale e del finanziamento. Sono intervenuti il Servizio per l’impiego della Slovenia, Vinakoper, Eko socialna kmetija Korenika, CSD Južna Primorska – Barčica, PINA e LAS Istre.